Bonifico parlante: come compilarlo per non sbagliare

bonifico parlante mobili

Le detrazioni fiscali per la ristrutturazioni e l’acquisto di mobili sono state approvate e prorogate per tutto il 2015 grazie alla Legge di stabilità.
Possono godere delle agevolazioni su elencate le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti, i condomini (per gli interventi sulle parti comuni condominiali) e i soggetti che conseguono reddito d’impresa (ditte individuali, familiari e coniugali, società di persone e società di capitali).

Gli interventi devono essere eseguiti su edifici esistenti e per goderne, però, bisogna stare attenti, perché è necessario che il pagamento del mobilio e delle ristrutturazioni, avvenga attraverso il cosiddetto bonifico parlante e tutte le incombenze che questo porta con sé. Si pensi che sia per la ristrutturazione che per l’acquisto dei mobili in caso di errore o disattenzione il contribuente rischia, addirittura, di non vedersi riconosciute le agevolazioni tributarie tanto agognate.

Cosa succede se il bonifico viene effettuato in maniera errata?

La normativa attualmente vigente è, al riguardo, rigidissima: chi effettua il bonifico in modo errato, infatti, non può più correggerlo, ma dovrà necessariamente farne un secondo. Come se già questo non fosse abbastanza, il malcapitato contribuente dovrà chiedere all’impresa edile o all’artigiano non solo di emettere una nota di credito per il primo pagamento, ma anche di restituire l’importo già bonificato con le modalità sbagliate, confidando nell’onestà del proprio interlocutore, dal momento che il rischio di non vedersi restituito più la somma versata è notevole.

Cosa differenzia il bonifico parlante da quello tradizionale?

Il legislatore ha deciso di introdurre il bonifico parlante, che si differenzia da quello tradizionale in quanto richiede la specifica di tutte le informazioni imposte dalla legge per non creare confusione con altri pagamenti e non avere problemi nel momento in cui si andrà a presentare la documentazione all’Agenzia delle Entrate per richiedere lo sconto fiscale sulla dichiarazione dei redditi.

In altre parole, si ha bonifico parlante laddove nel medesimo vengano espressamente indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione e la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa beneficiaria del bonifico.

Un altro elemento importante su cui stare attenti è la causale. Questa, infatti, deve contenere che il pagamento viene effettuato ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 16 del d.p.r. 917/1986, che si riferisce proprio agli interventi che possono usufruire delle detrazioni (o della legge 449/1997, relativa, invece, ai lavori sulle parti condominiali degli edifici). La causale dovrà indicare, inoltre, gli estremi della fattura emessa dalla ditta che ha effettuato i lavori. Inoltre, bisogna necessariamente indicare gli estremi della persona che effettua il pagamento e a cui sono intestate le fatture per gli interventi di ristrutturazione edilizia, dunque nome cognome e codice fiscale della stessa. Persino la data effettiva del bonifico è di fondamentale rilevanza ai fini degli sgravi fiscali, dal momento che a nulla valgono né la data della fattura né quella di esecuzione delle opere.

Quanto sopra dimostra l’importanza della corretta compilazione del bonifico parlante, dal momento che più parla, quindi più dati riporta, meglio è in ordine alla effettiva percezione delle detrazioni fiscali.