L’impatto delle certificazioni ambientali sul fatturato aziendale

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Riportiamo da tekneco.it

Le certificazioni ambientali sono un elemento determinante nel cammino delle aziende e non una mera pratica burocratica. Ne è convinto Ermete Realacci presidente di Symbola che commenta così l’esito del rapporto “Certificare per competere” messo a punto dalla Fondazione da lui presieduta e Cloros con l’obiettivo di aiutare consumatori e imprese ad orientarsi nell’universo delle eco-certificazioni e dei marchi ambientali. Dal confronto delle performance delle aziende certificate con quelle non certificate emerge che, nonostante la crisi, tra il 2009 e il 2013, le eco-imprese hanno aumentato “i loro fatturati del 3,5% circa mentre quelle non certificate del 2%, e la bilancia delle esportazioni segna un +29%. “. Le certificazioni e i marchi ambientali sono oltre 450 al mondo, e crescono al ritmo di 12 new entry all’anno, l’analisi del report prende in considerazione i quattro settori tradizionali del made in Italy: automazione, abbigliamento, arredo-casa, alimentari. Un aumento percentuale è stato riscontrato anche nell’occupazione, le aziende certificate hanno visto crescere gli addetti del 4%, le altre dello 0,2%.

Nel documento finale del report è stata messa in evidenza “la solida correlazione tra queste certificazioni e competitività delle aziende”, dal momento che “aiutano” in qualità, innovazione, fatturato, occupazione ed esportazioni, su quest’ultimo versante infatti i prodotti delle imprese ‘verdi’ vendono l’86% dei loro prodotti all’estero, mentre le non certificate solo il 57%”.

“Una certificazione ambientale porta con sé vantaggi nei bilanci, più qualità, migliori rapporti con i consumatori, il territorio, la società e la pubblica amministrazione” ha sottolineato Realacci, mentre Riccardo Caliari, amministratore delegato di Cloros ha dichiarato “dobbiamo lavorare su due fronti: da un lato fare informazione verso il consumatore finale sui marchi ambientali e dall’altro fare capire alle aziende che hanno la grande possibilità di creare un vantaggio competitivo”.

Scuole, 250 milioni dal Governo per l’efficienza energetica

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Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha firmato il decreto che riapre lo sportello per l’accesso ai finanziamenti agevolati a valere sul Fondo rotativo “Kyoto”, mettendo così a disposizione circa 250 milioni di euro per interventi di efficienza energetica nelle scuole.

Le domande di ammissione potranno essere presentate entro sei mesi dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.

Si riaprono dunque i termini per presentare le domande di accesso ai finanziamenti a tasso agevolato dello 0,25%, disciplinati dal DM 66/2015, per gli interventi che consentano un miglioramento di due classi del parametro di efficienza energetica dell’edificio scolastico in un arco temporale di massimo 3 anni.

Il Ministero ricorda che possono essere finanziati interventi che riguardano immobili di  proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica e universitaria e ad asili nido.

Per quanto riguarda la valutazione dello stato degli edifici e la indicazione degli interventi necessari all’efficientamento energetico, il Ministero dell’Ambiente ha avviato una interlocuzione con l’ENEA al fine di assicurare uniformità e qualità scientifica delle stime e coerente programmazione degli interventi.

Questa riprogrammazione fa parte inoltre delle misure previste nel Protocollo d’intesa per migliorare la qualità dell’aria sottoscritto il 30 dicembre scorso dal ministro dell’Ambiente, dal presidente della Conferenza delle Regioni e dal presidente dell’Anci per dare una risposta di sistema al problema dello smog.

“Il nuovo bando – afferma il ministro Galletti – ci consente di dare nuove opportunità a quel tessuto imprenditoriale che lavora sull’efficienza energetica e la qualità ambientale nelle nostre città: scuole più sostenibili non sono solo più adeguate per l’attività dei nostri ragazzi, ma anche punto qualificante di una seria politica dicontrasto dell’inquinamento e di riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico”.

Fondo Kyoto da 350 milioni di euro, il flop del primo bando 

Il primo bando a valere sul Fondo Kyoto è stato emanato nel giugno 2015. Ma dei 350 milioni di euro messi a disposizione, sono state presentate domande per 248 domande di mutuo agevolato per la realizzazione di 610 interventi di riqualificazione, per soli 110 milioni di euro.

Un ‘flop’ che, secondo il presidente dell’ANCI, Piero Fassino, è stato dovuto alle “diverse criticità già segnalate dall’ANCI prima dell’emanazione del decreto”, tra cui “il poco tempo concesso agli enti locali per predisporre la diagnosi energetica e i vincoli imposti dal Patto di stabilità 2015”. Di qui la richiesta dei Comuni di riaprire il bando.

Il Ministero dell’Ambiente ha quindi deciso di emanare un nuovo bando e di fornire agli Enti locali un supporto nelle predisposizione delle domande. Supporto che, come detto dal Ministro Galletti, sarà assicurato dall’Enea.

Lo apprendiamo da edilportale.com

Le nuove frontiere dei Termoisolanti

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Negli ultimi anni la sensibilità verso il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale sta avendo un processo di mutamento; si rispetta l’ambiente con l’utilizzo di materiali ecocompatibili: riciclabili, recuperabili, bio-sostenibili, provenienti da fonti rinnovabili e locali.

In particolare, in questo articolo, si analizzerà l’innovazione produttiva dei materiali termoisolanti in edilizia.

Tra le novità del mercato si ritrovano i pannelli in fibra di legno, in lana di pecora, in canna palustre, in sughero, e quelli derivanti dal riciclaggio di bottiglie e di tessuti.

L’isolante in fibra di legno, biodegradabile e riciclato, viene realizzato attraverso l’utilizzo di legno derivante dalla pulitura dei boschi. Esse si ottengono mediante processi e trattamenti con appositi sfibratori. Le fibre vengono legate tra loro con l’utilizzo di collanti termoindurenti, questo processo conferisce al pannello buone caratteristiche meccaniche, ottima stabilità dimensionale e compattezza. La sua conducibilità termica risulta circa 0,038 W/m K.

L’isolante in lana di pecora risulta essere biodegradabile, rigenerabile e di origine naturale; la lana viene inizialmente sottoposta ad un lavaggio e successivamente a trattamenti antitarme dunque pressata e agugliata. La lana di pecora ha un alto potere igroscopico, termoisolante e traspirante. In particolare è in grado di assorbire una quantità di vapore acqueo pari al 33% del proprio peso e poi cederlo nell’ambiente. Questa capacità, non produce altrettante perdite di isolamento termico. La sua conducibilità termica si aggira intorno ai 0,037 W/m K.

Un’altra tipologia di isolante rigenerabile risulta essere composta da canna palustre. Viene realizzato per mezzo di canne che vengono compresse e fatte essiccare nonché si realizzano i pannelli assemblandoli con fili di ferro. Una volta dismesso, separato dal filo di ferro, diventa totalmente biodegradabile, resistente e inodore. Ha buone capacità termoisolanti, è traspirante, favorisce la diffusione del vapore. La sua conducibilità termica si aggira intorno ai 0,056 W/m K.

Infine risulta interessante anche la diffusione di isolanti di sughero. Il sughero è un prodotto ecologico al 100%. Esso viene inizialmente macinato e poi espanso in autoclave con vapore in modo che raggiunga un diametro di 3-12 mm. La resina del sughero, la suberina, serve da legante. Per le sue elevate capacità di insonorizzazione acustica e isolamento termico ha largo utilizzo nel mondo dell’edilizia. La sua conducibilità termica si aggira intorno ai 0,040 W/m K.

È rilevante anche l’utilizzo di isolanti derivanti da prodotti riciclati: bottiglie, tessuti. Quindi prodotti caratterizzati da un ciclo di vita chiuso. I primi risultano derivanti da poliestere riciclato da bottiglie di PET. Il processo produttivo è cosi sintetizzabile: lavaggio, macinazione, cardatura e termolegatura. Tale processo produce pannelli con densità, peso e spessore variabili la cui conducibilità termica si aggira intorno ai 0,036 W/m K.

I secondi iniziano a diffondersi nel Comune di Prato: si realizzano isolanti derivanti da elementi totalmente riciclati, fibre tessili provenienti dagli scarti delle lavorazioni industriali. Le materie prime vengono sterilizzate e vengono lavorate senza l’uso di prodotti chimici. Ad esempio, con semplici indumenti quali un cappotto, due maglioni e due paia di jeans, è possibile ottenere un metro quadro di pannello isolante. La sua conducibilità termica risulta circa 0,036 W/m K.

(Fonte: ediltecnico.it)

Evento ENEA per le diagnosi energetiche

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L’evento, organizzato dall’ENEA presso la propria sede di Roma il 19 febbraio, è stato l’occasione per fare il punto della situazione, presentando alcune delle informazioni più interessanti che emergono dalla nutrita banca dati rappresentata dalle circa 14mila diagnosi energetiche ricevute dall’ENEA; una risposta consistente da parte delle imprese che colloca il nostro Paese in posizione di vantaggio tra i Paesi membri della Comunità Europea.

A meno di due mesi dal termine ultimo per la consegna delle diagnosi energetiche da parte delle aziende energivore e delle grandi imprese in attuazione del D.Lgs. 102/2014, nel settore si registra un clima di soddisfazione per l’esperienza maturata nell’osservanza dell’adempimento e per gli spunti di ricerca e sviluppo che possono derivarne.

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Detrazione fiscale: cosa dice la Legge di Stabilità 2016

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Apprendiamo, da ideegreen.it, le modifiche e le conferme sugli sgravi fiscali  previste dalla Legge di Stabilità 2016 per i lavori legati agli immobili.

Come funziona

Le detrazioni fiscali 50 %,  per ricordarci cosa abbiamo passato, sono dette anche ex 36%. Vi risparmio il passato remoto e riassumo l’iter dal 2010 in poi quando, finanziaria per finanziaria, sono state estese le agevolazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio degli immobili esistenti, solo per abitazioni e parti comuni di edifici residenziali, man mano fino al 2012, compreso.

Il Decreto legge del 6 dicembre 2011 ha annullato la proroga al 2012 e ha reso stabili le detrazioni fiscali del 36%, un brutto colpo che ci teniamo fino al decreto legge del 22 giugno 2012. Si riporta al 50 %, evviva, e l’importo massimo detraibile passa da 48.000 a 96.000 euro, tutto valido fino al 30 giugno 2013 e da sommare alla bella notizia portata dal decreto del 4 giugno 2013 che ha aggiunto tra le spese detraibili anche quelle sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.

Proroga dopo proroga, legge di stabilità dopo legge di stabilità, oggi abbiamo la nostra detrazione fiscale 50 % delle spese sostenute per le ristrutturazioni fino 31 dicembre 2016.

Sono molteplici i beneficiari potenziali della detrazione fiscale 50 % ma attenzione che non si può giocare all’accumulo. Sono, siamo, tutti quelli che pagano l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Non solo i proprietari, quindi anche nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), locatari o comodatari, soci di cooperative o imprenditori individuali. Nel grande gruppo di chi può avere una detrazione fiscale 50 % non ci sono gli Enti locali e neanche imprese o altri soggetti commerciali se intervengono su immobili non residenziali.

Ristrutturazione

La ristrutturazione è una delle opere che maggiormente ci conduce a beneficiare della detrazione fiscale 50 %. In generale riguarda alcuni interventi di manutenzione ordinaria, quelli di manutenzione straordinaria, opere di restauro conservativo e di ristrutturazione, sia di un appartamento sia di un condominio.

Partiamo dalla ristrutturazione intesa come restauro e risanamento conservativo: si tratta di interventi per conservare l’edificio e assicurarne la funzionalità sull’esistente, a meno dell’inserimento di impianti richiesti dalle esigenze dell’uso. Molti interventi di questo tipo sono per il ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio.

Per quanto riguarda la ristrutturazione edilizia, invece, gli interventi interessati alle detrazione fiscale 50 % sono quelli di ripristino o sostituzione di alcuni elementi dell’edificio, di eliminazione o modifica o inserimento di nuovi elementi ed impianti. Ad esempio si può voler modificare la facciata, realizzare una mansarda o un balcone, o trasformare la soffitta in mansarda e il balcone in veranda. Oppure aprire nuove porte e finestre, costruire servizi igienici.

Due parole sulla manutenzione ordinaria e straordinaria, anch’esse intersecano le detrazioni fiscali 50 % ed è meglio non perdere occasione di beneficiarne. Per manutenzione ordinaria si intendono interventi di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelli che mantengono efficienti gli impianti. Cambiare le finestre del bagno, ad esempio, è cosa da detrazioni fiscali 50 %. Attenzione, però: se gli interventi sono su singole unità immobiliari residenziali niente detrazioni fiscali 50 %. 

Ciò non vale già se parliamo di manutenzione straordinaria, ammesso che non si alteri la volumetria complessiva e non si modifichino le destinazioni di uso. In questo tipo di interventi, compresi nella lista per la detrazione fiscale 50 %, si trova il frazionamento o l’ accorpamento delle unità immobiliari, l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, la costruzione o il rifacimento di scale, la sostituzione di infissi esterni e la realizzazione di recinzioni e cancellate.

Mobili

L’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, per un massimo di 10 mila euro, da accesso alla detrazione fiscale 50 %. Si tratta di una agevolazione che deve comunque essere collegata ad un intervento di ristrutturazione edilizia, detto questo i vari armadi, tavoli, sedie, divani, mensole, librerie sono tutti acquisti da detrazione fiscale 50 %.

Lo sono anche frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici e molti altri elettrodomestici grandi e serie A+, ma non dimentichiamoci dei complementi di arredo, i miei preferiti. In questo caso si hanno soprattutto apparecchi di illuminazione ma non tutti, devono essere “necessario complemento” dell’immobile ristrutturato. Esclusi del tutto dalla detrazione fiscale 50 % i mobili antichi e d’antiquariato mentre le spese relative al trasporto e montaggio di quanto letto sopra, sono detraibili.

Oltre a tutti gli interventi più svariati compresi nella lista che vi ho snocciolato, nella detrazione fiscale 50 % sono coinvolti anche quelli per la ricostruzione di edifici danneggiati durante eventi calamitosi, ad esempio. E il pensiero corre ai terremoti e alle inondazioni anche recenti.

Meno tragicamente ci sono anche la realizzazione di autorimesse o posti auto, l’importantissima eliminazione delle barriere architettoniche e le rassicuranti misure di prevenzione dei crimini. Mi riferisco ad esempio a furti, rapine e aggressioni, e quindi a grate per finestre, ad esempio, o a porte blindate, a impianti di videosorveglianza. Un tocco green anche qui: nella detrazione fiscale 50 % ci sono anche la cablatura degli edifici e gli interventi per il contenimento dell’inquinamento acustico, oltre a quelli che ubbidiscono alle misure antisismiche.

In quanti anni

Per quanto riguarda il periodo d’imposta a cui si riferisce la detrazione fiscale 50 % funziona così: va ripartita in 10 anni e per quei beneficiari che hanno 75 e 80 anni non c’è più la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali.

Considerando che oggi il tetto massimo di spesa per la detrazione fiscale 50 % è di 96.000 euro, per non incastrarci coi calcoli chiariamo che se l’intervento è iniziato l’anno precedente, questa resta la soglia complessiva per tutto l’intervento, indipendentemente da come si sono ripartite le spese nei due anni.

Pellicola speciale per le finestre di tutte le scuole

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Come riporta altoadige.gelocal.it, il Comune di Laives in provincia di Bolzano ha indetto una gara di carattere europeo per la fornitura e la posa della speciale pellicola di sicurezza sui vetri degli edifici scolastici di Laives. La giunta ha deliberato il costo, stimato in 283.229 euro per questa operazione e così alla gara potranno partecipare ditte specializzate provenienti anche da altri paesi europei. Le pellicole in questione servono per garantire maggiore sicurezza delle vetrate scolastiche in caso di rotture accidentali.

Se anche tu hai bisogno di pellicole per vetri che rendano più sicure le finestre del tuo appartamento o del tuo negozio, visita la pagina dedicata al nostro SECUREFILM

Doppi vetri risparmio energetico

doppi vetri risparmio energetico

Tutti vorrebbero un bell’appartamento caldo e confortevole durante l’inverno, ma ciò va spesso a scapito della bolletta da pagare ed anche dell’ambiente. Una delle voci più gravose della bolletta è sicuramente quella legata all’energia termica necessaria per riscaldare la nostra casa, a cui in alcuni casi si aggiunge il consumo elettrico per il raffreddamento durante i mesi estivi.

Un modo per migliorare l’isolamento termico del nostro appartamento, riducendo la dispersione di calore, è sostituire le vecchie finestre con serramenti nuovi e doppi vetri. Una scelta, questa, vantaggiosa soprattutto per chi dispone di riscaldamento autonomo e può regolare la temperatura in casa, che comporta dei benefici in termini di risparmio energetico ed economico.

Non solo risparmi sulle spese di energia, ma, grazie alle agevolazioni previste dalla legge finanziaria, è possibile recuperare parte dell’investimento fatto per la sostituzione degli infissi (fino al 50% per il 2015 e fino al 36% per il 2016), in quanto questa rientra negli interventi di ristrutturazione delle abitazioni, e non solo, che hanno come obiettivo la riqualificazione energetica degli stessi.

I doppi vetri garantiscono l’isolamento termico ed acustico, ottimizzano il risparmio energetico, filtrano la luce, ed hanno anche un valore estetico nell’ambiente. Anche se, negli ultimi anni soprattutto, nella scelta di sostituire i vetri tradizionali delle finestre, si è optato per le più moderne vetrocamere, chiamate così perché dispongono generalmente di un’intercapedine tra i due strati di vetro che contiene aria secca. Se si inserisce del gas nell’intercapedine, le proprietà termiche vengono ulteriormente potenziate.

Per conseguire un buon isolamento termico, occorre prendere in considerazione anche i serramenti, che possono essere realizzati in legno, PVC o alluminio. I primi sono i più diffusi. Di impatto visivo ridotto, si armonizzano con l’arredo e rispettano l’ambiente. Ne esistono varie essenze: quelle in pino e abete sono le più economiche; quelle in douglas le più richieste e quelle in rovere le più pregiate. I serramenti in PVC sono quelli a maggior impatto ambientale per la presenza, nel materiale, di stabilizzanti e plastificanti. L’alluminio è il materiale più diffuso negli uffici e mal sopporta l’effetto condensa. A volte viene utilizzato insieme al legno (quest’ultimo costituisce la parte interna), per facilitare la manutenzione del serramento.

Una scelta alternativa ai doppi vetri, sono le pellicole per vetri, un supporto adesivo che viene applicato sulla superficie della finestra e che garantisce non pochi benefici. Le pellicole, infatti, favoriscono il risparmio energetico, svolgono una funzione protettiva, garantendo la sicurezza contro le rotture, e infine, proteggono la privacy e rendono più belli e confortevoli gli ambienti.

In conclusione, le pellicole per vetri rappresentano una soluzione economica e vantaggiosa che può essere considerata un’ottima alternativa ai doppi vetri.

Art. 71 cds vetri oscurati

art 71 cds vetri oscurati

Dopo aver affrontato il tema dei rischi e delle sanzioni previste in caso di errata applicazione di pellicole oscuranti per vetri auto, approfondiamo la normativa di riferimento. Quando vengono apportate modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali di un autoveicolo a motore o ai suoi rimorchi, o anche ai dispositivi di equipaggiamento, questi devono essere sottoposti a visita e prova, così come previsto dagli articoli 71 e 72 del Codice della Strada.

Le caratteristiche costruttive e/o funzionali dei veicoli a motore e dei loro rimorchi che richiedono l’aggiornamento della carta di circolazione sono riportati nell’appendice V, del titolo III, del Regolamento CdS.

Art. 71 CdS. Caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e loro rimorchi.

  1. Le caratteristiche generali costruttive e funzionali dei veicoli a motore e loro rimorchi che interessano sia i vari aspetti della sicurezza della circolazione sia la protezione dell’ambiente da ogni tipo di inquinamento, compresi i sistemi di frenatura, sono soggette ad accertamento e sono indicate nel regolamento.
  2. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con propri decreti, di concerto con il Ministro dell’ambiente per gli aspetti di sua competenza e con gli altri Ministri quando interessati, stabilisce periodicamente le particolari caratteristiche costruttive e funzionali cui devono corrispondere i veicoli a motore e i rimorchi per trasporti specifici o per uso speciale, nonché i veicoli blindati.
  3. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con propri decreti, di concerto con gli altri Ministri quando interessati, stabilisce periodicamente le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche di cui ai commi 1 e 2, nonché le modalità per il loro accertamento.
  4. Qualora i decreti di cui al comma 3 si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette direttive; in alternativa a quanto prescritto nei richiamati decreti, se a ciò non osta il diritto comunitario, l’omologazione è effettuata in applicazione delle corrispondenti prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti o nelle raccomandazioni emanati dall’Ufficio europeo per le Nazioni Unite – Commissione economica per l’Europa, recepiti dal Ministero dei trasporti.
  5. Con provvedimento del Ministero dei trasporti – Direzione generale della M.C.T.C., sono approvate tabelle e norme di unificazione riguardanti le materie di propria competenza.
  6. Chiunque circola con un veicolo a motore o con un rimorchio non conformi alle prescrizioni stabilite dal regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335. Se i veicoli e i rimorchi sono adibiti al trasporto di merci pericolose, la sanzione amministrativa è da euro 168 a euro 674.

L’applicazione di pellicole oscuranti adesive non può avvenire sui vetri laterali anteriori e/o sul parabrezza dei veicoli. In caso contrario, costituisce violazione all’art. 71 del Codice della Strada ed è sanzionata ai sensi del comma 6 del medesimo articolo. L’accertata mancanza dei requisiti di sicurezza del veicolo nell’ambito del campo di visibilità del conducente deve inoltre essere segnalata al Dipartimento per i Trasporti Terrestri ai sensi dell’art. 80, comma 5, del C.d.S.

Art. 78. Modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di circolazione.

  1. I veicoli a motore e i loro rimorchi, ad eccezione di quanto previsto al comma 2, devono essere sottoposti a visita e a prova presso i competenti uffici del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici ovvero presso gli enti di certificazione riconosciuti ai sensi dell’articolo 72, comma 8, quando siano apportate una o più modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali, ovvero ai dispositivi di equipaggiamento indicati negli articoli 71 e 72, oppure sia stato sostituito o modificato il telaio. Entro sessanta giorni dall’approvazione delle modifiche, i soggetti di cui al citato articolo 72, comma 8, che hanno effettuato le modifiche, ne danno comunicazione ai competenti uffici del P.R.A., solo ai fini dei conseguenti adeguamenti fiscali.
  2. Le modifiche delle caratteristiche costruttive, limitatamente ai veicoli in circolazione delle categorie internazionali L, M1 e N1, sono consentite senza preventivo nulla osta della casa costruttrice del veicolo e senza la visita e la prova di cui al comma 1, qualora ciascun componente o insieme di componenti modificati sia certificato da un’apposita relazione rilasciata da enti di omologazione e certificazione riconosciuti in Italia o in uno Stato membro dell’Unione europea e firmata da un tecnico in possesso di laurea in ingegneria, che ne attesti le caratteristiche tecniche e la possibilità d’installazione per ciascun modello di veicolo. La relazione redatta sulla base di collaudi e di prove effettuati in conformità a disposizioni tecniche previste dalle direttive dell’Unione europea, ovvero, se esistenti, da equivalenti regolamenti ECE/ONU, o da normative in vigore in uno Stato membro dell’Unione europea, certifica che le caratteristiche tecniche e funzionali del componente o dell’insieme dei componenti sono equivalenti o superiori a quelle originarie in dotazione al veicolo, nel rispetto della sicurezza attiva e passiva del veicolo stesso e della protezione dell’ambiente. Per eventuali componenti o entità tecniche per i quali non esistono procedure di prova in base a direttive europee o a regolamenti ECE/ONU, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti provvede, sulla base di specifica richiesta, alla loro emanazione, sentiti uno o più enti di omologazione e certificazione. La relazione, ove necessario, deve altresì prevedere l’eventuale obbligo di visita e di prova da parte del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici ovvero da parte degli enti di certificazione riconosciuti. Nel regolamento sono stabilite le modalità per l’aggiornamento della carta di circolazione.
  3. Per le modifiche effettuate su un singolo veicolo, impiegando componenti diversi da quelli certificati di cui al comma 2, sono obbligatorie la visita e la prova presso gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici ovvero presso gli enti di certificazione riconosciuti, che attesta l’idoneità delle modifiche apportate e la corretta installazione.
  4. Chiunque circoli con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione, oppure con il telaio modificato, senza che tali modifiche siano state realizzate nel rispetto di quanto previsto ai commi 1 e 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 398 a euro 1.596.
  5. Le violazioni di cui al comma 4 importano la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione, secondo le norme del titolo VI, capo I, sezione II».
  6. II Governo, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede a modificare l’articolo 236 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, al fine di adeguare le disposizioni ivi contenute all’articolo 78 del codice dalla strada, come modificato dal comma 1 del presente articolo.

Si ricorda che, in caso di installazione delle pellicole oscuranti per vetri non è necessario alcun collaudo o revisione, e non comporta l’aggiornamento della carta di circolazione, come invece previsto per altri tipi di interventi dal suddetto art. 78 del Codice della Strada.

Car wrapping costi e prezzi medi

car wrapping costi e prezzi medi

Abbiamo visto cosa è il car wrapping e come, tramite l’applicazione di una pellicola adesiva, si possa ricoprire una superficie di un’auto cambiando il colore originale  con quello scelto da noi. In questo modo, si può facilmente modificare l’aspetto della nostra automobile, ma anche di moto, furgoni, camper, barche, etc.

Con il car wrapping posso risparmiare?

Il risparmio rispetto alla verniciatura tradizionale è sicuramente assicurato (per un’auto media occorrono circa 10mt x 150 cm di pellicola). Certo, non è facile stabilire un tariffario fisso, in quanto il costo può variare a seconda di alcuni fattori, quali:

  • tipo di auto, modello, dimensione
  • materiale utilizzato
  • tipo di pellicola e sistema di applicazione: c’è infatti chi applica la carta senza smontare varie parti, e chi smonta tutto, quindi ottenendo realizzazioni più perfette ma mettendoci più tempo.

In media il prezzo si aggira tra gli 800 e i 1200 per un’auto piccola, 1300 per un’auto media e 2000 per una station wagon. Mentre il prezzo del wrapping di una parte della carrozzeria, come ad esempio il tettuccio, è all’incirca 200 euro. Si tenga conto che i prezzi suddetti sono solo indicativi, il prezzo finale dipende dalla combinazione di tutti i fattori visti in precedenza. Per saperne di più, contattaci.

Quali sono i vantaggi del car wrapping?

Preferire il car wrapping alla verniciatura tradizionale comporta molti vantaggi:

  • garantisce la protezione della verniciatura originale del mezzo;
  • garantisce la protezione dai graffi superficiali
  • è un procedimento reversibile, cioè in qualsiasi momento puoi decidere di far rimuovere le pellicole installate e la tua auto tornerà al suo aspetto originario senza modifiche
  • può essere parziale, cioè si può scegliere di “wrappare” solo alcune parti dell’auto, lasciando intatto il resto della carrozzeria
  • al momento di rivendere il mezzo, si può scegliere se venderlo wrappato o meno, è come se si avessero due mezzi! Inoltre, nel caso di rivendita del mezzo ripristinato, si avrebbe il vantaggio che la carrozzeria è rimasta intatta dai segni del tempo.

Bonifico parlante: come compilarlo per non sbagliare

bonifico parlante mobili

Le detrazioni fiscali per la ristrutturazioni e l’acquisto di mobili sono state approvate e prorogate per tutto il 2015 grazie alla Legge di stabilità.
Possono godere delle agevolazioni su elencate le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti, i condomini (per gli interventi sulle parti comuni condominiali) e i soggetti che conseguono reddito d’impresa (ditte individuali, familiari e coniugali, società di persone e società di capitali).

Gli interventi devono essere eseguiti su edifici esistenti e per goderne, però, bisogna stare attenti, perché è necessario che il pagamento del mobilio e delle ristrutturazioni, avvenga attraverso il cosiddetto bonifico parlante e tutte le incombenze che questo porta con sé. Si pensi che sia per la ristrutturazione che per l’acquisto dei mobili in caso di errore o disattenzione il contribuente rischia, addirittura, di non vedersi riconosciute le agevolazioni tributarie tanto agognate.

Cosa succede se il bonifico viene effettuato in maniera errata?

La normativa attualmente vigente è, al riguardo, rigidissima: chi effettua il bonifico in modo errato, infatti, non può più correggerlo, ma dovrà necessariamente farne un secondo. Come se già questo non fosse abbastanza, il malcapitato contribuente dovrà chiedere all’impresa edile o all’artigiano non solo di emettere una nota di credito per il primo pagamento, ma anche di restituire l’importo già bonificato con le modalità sbagliate, confidando nell’onestà del proprio interlocutore, dal momento che il rischio di non vedersi restituito più la somma versata è notevole.

Cosa differenzia il bonifico parlante da quello tradizionale?

Il legislatore ha deciso di introdurre il bonifico parlante, che si differenzia da quello tradizionale in quanto richiede la specifica di tutte le informazioni imposte dalla legge per non creare confusione con altri pagamenti e non avere problemi nel momento in cui si andrà a presentare la documentazione all’Agenzia delle Entrate per richiedere lo sconto fiscale sulla dichiarazione dei redditi.

In altre parole, si ha bonifico parlante laddove nel medesimo vengano espressamente indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione e la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa beneficiaria del bonifico.

Un altro elemento importante su cui stare attenti è la causale. Questa, infatti, deve contenere che il pagamento viene effettuato ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 16 del d.p.r. 917/1986, che si riferisce proprio agli interventi che possono usufruire delle detrazioni (o della legge 449/1997, relativa, invece, ai lavori sulle parti condominiali degli edifici). La causale dovrà indicare, inoltre, gli estremi della fattura emessa dalla ditta che ha effettuato i lavori. Inoltre, bisogna necessariamente indicare gli estremi della persona che effettua il pagamento e a cui sono intestate le fatture per gli interventi di ristrutturazione edilizia, dunque nome cognome e codice fiscale della stessa. Persino la data effettiva del bonifico è di fondamentale rilevanza ai fini degli sgravi fiscali, dal momento che a nulla valgono né la data della fattura né quella di esecuzione delle opere.

Quanto sopra dimostra l’importanza della corretta compilazione del bonifico parlante, dal momento che più parla, quindi più dati riporta, meglio è in ordine alla effettiva percezione delle detrazioni fiscali.