Efficienza energetica: il dossier di Legambiente

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Sapevi che ogni famiglia italiana spende in media 1.500/2.000 euro all’anno per riscaldare e/o raffreddare la propria casa a seconda delle stagioni?! E sapevi che questa spesa potrebbe essere ridotta del 50% se si scegliessero impianti e soluzioni volte all’efficienza energetica?! E tutto questo senza rinunciare al confort del proprio ambiente domestico. Qui la proposta di Legambiente.  Read More

Risparmio energetico e musei: l’accordo

risparmio energetico musei

È stato firmato in questi giorni un protocollo d’intesa da Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e da  Federico Testa, presidente dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). L’obiettivo di questo accordo è favorire il risparmio energetico di musei e palazzi storici. Read More

Pellicole per vetri auto: pulizia e manutenzione

pulizia pellicole vetri auto

Le pellicole per vetri auto, oscuranti e di sicurezza, rappresentano un utile scelta non solo in termini di risparmio economico. La loro applicazione, infatti, comporta numerosi benefici: aumenta la privacy e la protezione in caso di rottura o urto, riduce il rischio di abbaglio e permette di risparmiare carburante (e rispettare di più l’ambiente), riduce la possibilità di scolorimento dei tessuti di rivestimento interni e migliora l’aspetto estetico.

La loro installazione dev’essere, come ovvio, omologata alla normativa vigente in materia di oscuramento vetri auto per non incorrere in multe e sanzioni. Ma anche la fase di pulizia e manutenzione non dev’essere sottovalutata, in quanto da essa dipende l’efficacia di queste speciali pellicole.

Qual è, dunque, il modo giusto per prendersene cura?! Ecco alcuni consigli utili. Read More

Conto Termico 2016: come funziona

conto termico 2016

Il Conto Termico è un pacchetto di contributi,  erogati a privati e Pubblica Amministrazione, per promuovere gli interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici già esistenti ed incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Entrato in vigore per la prima volta nel 2012, un aggiornamento era previsto entro la fine del 2014.

In realtà, solo pochi giorni fa è stata approvata ed è diventata operativa la versione del Conto Termico 2.0.  Read More

Bonifico parlante per risparmio energetico 2016

bonifico parlante per risparmio energetico 2016

Con la Legge di Stabilità 2016 sono state prorogate fino al 31 dicembre le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie ed il risparmio energetico. Read More

Olanda, entro il 2025 niente auto a benzina e gasolio

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Apprendiamo da Ansa.it:

ROMA – Il Governo olandese ha iniziato il cammino legislativo per arrivare a vietare, dal 2025, la vendita di automobili con alimentazione a benzina o a gasolio. Il provvedimento è sostenuto dal partito Laburista PvdA, che ha ottenuto – nonostante la forte opposizione della Destra VVD – una prima approvazione in Parlamento. A sostenere l’iniziativa del PvdA, si sono affiancati anche i deputati dei Liberal Democratic D66, dei verdi GroenLinks e del partito ChristenUnie. Già nel 2013 il Governo olandese aveva siglato un ‘accordo sull’energia’ con una quarantina di organizzazioni indipendenti, al fine di promuovere iniziative ‘verdi’ nell’ambito dell’energia, dell’isolamento termico degli edifici e della riduzione della CO2. Nello scorso dicembre l’Olanda, assieme ad altre quattro nazioni e otto Stati del Nordamerica avevano formato la Zero-Emission Vehicle Alliance per arrivare entro al 2050 alla esclusiva vendita di automobili eco-compatibili.

Condizionatori: guida alle agevolazioni e alla pulizia dei filtri

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Non manca molto all’inizio della stagione estiva: il momento giusto per stilare una rapida guida in merito a tutte le informazioni da sapere in materia di condizionatori, climatizzatori e aria condizionata. In questo articolo parleremo di detrazioni in edilizia concernenti l’installazione di condizionatori, permessualistica e modalità operative per adempiere ad una attività fondamentale come la pulizia annuale dei filtri.

In primo luogo è necessario definire quali sono gli interventi concernenti i condizionatori che sono ammessi alla detrazione IRPEF (Bonus ristrutturazioni 50%) secondo quanto affermato nella Guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (ultimo aggiornamento di gennaio 2016).
Con riferimento agli interventi sulle singole unità abitative, fruisce del bonus la sostituzione del condizionatore con altri anche di diverso tipo, oltre alla riparazione o installazione di singoli elementi. L’intervento è detraibile nelle singole unità immobiliari qualora si tratti di opere finalizzate al risparmio energetico. Fruisce del Bonus anche l’installazione di macchinari esterni.
Con riferimento invece agli interventi sulle parti condominiali, sconta il Bonus 50% la sostituzione del manufatto con altri anche di diverso tipo e la riparazione o installazione di singoli elementi.
È necessario inoltre rammentare che gli apparecchi per il condizionamento rientrano tra i manufatti che possono fruire del Bonus Mobili (ovviamente in connessione con un intervento di ristrutturazione o manutenzione straordinaria).
Tutte queste agevolazioni possono essere sfruttate entro il 31 dicembre 2016. Per ulteriori informazioni leggi il nostro approfondimento.

Ma occorrono permessi o autorizzazioni particolari per l’installazione di un condizionatore d’aria o un climatizzatore in casa propria? La risposta è negativa: di norma non è necessaria alcuna autorizzazione. Nello specifico, l’installazione (o la sostituzione) di apparecchi per la climatizzazione e il condizionamento degli ambienti domestici rientra nelle attività di manutenzione ordinaria e pertanto non necessita di comunicazioni al Comune o altre autorizzazioni.
Ciò vale solo qualora non esistano vincoli o disposizioni particolari fissate dal Comune per una certa area. Il caso tipico è l’immobile in centro storico nell’eventualità che l’apparecchio disponga di un’unità esterna. In questi casi è sempre opportuno, prima di dare il via libera all’intervento, una ricognizione presso il locale ufficio tecnico comunale, per sincerarsi dell’esistenza o meno di procedure particolari in vigore. per approfondire il tema leggi l’articolo Condizionatori in casa: l’installazione non richiede permessi e c’è il bonus.

Ma come si effettua l’operazione di pulizia dei filtri del condizionatore. Dopo svariati mesi di inattività riveste un compito certamente fondamentale quello relativo alla pulizia dei filtri: si tratta di un’operazione necessaria, dal momento che il fatto di usare condizionata per rinfrescare o deumidificare gli ambienti, fondamentale da un certo punto di vista, può trasformare il condizionatore stesso in un ricettacolo di batteri nocivi. Il lungo periodo di sosta e l’azione di filtraggio depositata dall’anno precedente infatti si combinano in una accoppiata perniciosa sotto il profilo della salute dell’aria presente in casa (gli allergeni contaminano infatti l’aria). Per evitare rischi per la salute alla prima accensione stagionale è necessario pertanto seguire questo vademecum relativo alla pulizia dei filtri.
1. La pulizia dei filtri dell’aria condizionata va fatta ogni anno.
2. Per procedere è necessario rimuovere il coperchio dello split del condizionatore, tenendo presente che nella maggior parte dei casi il coperchio stesso si trova sulla parte frontale. Una volta rimosso, si noterà il filtro dell’aria condizionata pieno di polvere.
3. Estrarre con attenzione il filtro per evitare di disperdere la polvere.
4. Mettere il filtro a terra (operazione da effettuare all’aria aperta) e procedere alla pulizia mediante aspirapolvere (aspirando la superficie da entrambi i lati). Al di sotto del filtro dovranno essere posizionati dei fogli di carta da giornale per evitare di sporcare.
5. Riempire una bacinella con dell’acqua e dell’aceto ed immergervi dentro i filtri (oltre all’aceto è consigliato anche l’utilizzo di sapone di Marsiglia , ma senza esagerare, evitando la schiuma). Attendere un paio d’ore affinché i filtri possano essere totalmente sgrassati e sterilizzati.
6. Strizzare i filtri e metterli ad asciugare al sole.
7. Reinserire nel condizionatore il filtro pulito e asciutto e rimontare l’eventuale coperchio o mascherina di plastica, oppure semplicemente chiudere lo sportello del condizionatore. Se il vecchio filtro è molto rovinato, sarà necessario sostituirlo con uno nuovo.
8. In caso di prima pulizia dei filtri, qualora vi siano dubbi o timori in merito a eventuali problemi di funzionamento, si consiglia di chiamare un tecnico facendosi illustrare ulteriori “dritte” in merito a caratteristiche e metodologie specifiche relative al condizionatore che si possiede.

Fonte: ediltecnico.it

L’allarmante situazione del consumo di suolo in Italia

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“Abbiamo bisogno di una Legge che spinga e semplifichi la rigenerazione degli edifici esistenti e delle città come alternativa al consumo di suolo, che deve essere finalmente salvaguardato e monitorato” – hanno dichiarato Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) e Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.

“Siamo preoccupati che alcune questioni ancora aperte sul testo non siano state davvero affrontate. Un’approvazione in aula di un testo non condiviso dagli stakeholders, dalle Regioni e dagli Enti locali rischia di arenarsi al Senato, togliendo ogni possibilità di avere finalmente una legge in Italia capace di rilanciare l’edilizia di qualità e di salvaguardare i territori agricoli”.

In particolare le critiche pervenute da più parti alla legge riguardano sia la complessità dell’iter previsto per arrivare a rendere cogenti gli obiettivi di riduzione del consumo di suolo che, per almeno tre anni, creerebbero una situazione di incertezza per le amministrazioni pubbliche e per gli investitori, sia l’inefficacia delle indicazioni di contenimento del consumo di suolo, troppo generiche nei criteri e nella spinta al riuso delle aree dismesse e degli edifici. Il rischio evidente è che un testo che non abbia risolto questi aspetti finirà bloccato al Senato dove difficilmente troverà una maggioranza capace di approvarlo.

edilportale.com

Tutte le info su sui sensori luci e pioggia

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State guidando tranquillamente in una giornata di sole e d’improvviso il tergicristallo della vostra auto si attiva. Da principio non capite perché ma poi vi accorgete che all’uscita dell’ultimo tunnel una gocciolina d’acqua è finita sul vostro parabrezza. Probabilmente avevate lasciato il “tergi” impostato su “auto” dall’ultimo acquazzone e così è bastata una sola goccia a risvegliarlo. La vostra vettura è dunque dotata del sensore di pioggia che, in poche parole, si occupa di monitorare la quantità d’acqua che arriva sul parabrezza e di decidere con qualche frequenza e velocità attivale le spazzole. Era un equipaggiamento esclusivo fino a qualche anno fa, ma ormai quasi i due terzi delle auto presenti sul listino italiano lo prevedono, di serie o optional. Lo stesso discorso è valido anche per il sensore luci, che fa la stessa cosa ma deve solo scegliere quando attivare gli anabbaglianti, giacché le DRL sono sempre accese. Il funzionamento del secondo, dunque, è molto più semplice e soprattutto salta meno all’occhio.
Le compatte premium
Oltre la metà delle auto presenti a listino, in ogni caso, li hanno entrambi e in alcuni casi sono inseriti anche nello stesso pacchetto, come per esempio sull’Audi A3. Sulla compatta di Ingolstadt l’accoppiata sensore luci/sensore pioggia costa 155 euro ed è sempre un optional, anche sugli allestimenti più costosi. La “cugina” di Wolfsburg – la Volkswagen Golf – si comporta in modo simile, vuole 235 euro ma aggiunge anche lo specchietto elettrocromatico. Rimanendo in Germania, ma scendendo dalle parti di Monaco di Baviera, si scopre che BMW ha effettuato una scelta del tutto inversa. Sulla Serie 1, infatti, entrambi i sensori sono di serie su tutta la gamma. Restando tra le compatte tedesche, Stoccarda si pone nel mezzo, perché il sensore crepuscolare è di serie su tutta la gamma, mentre per avere quello della pioggia bisogna ordinare il “Light & Sight Pack” a 464 euro, che prevede anche un’infinita di luci “ambient” sparse nell’abitacolo, alcune delle quali ci si aspetterebbe di trovare di serie.
Le spider italiane
Tra le compatte tedesche, però, ne manca una, cioè l’Auto dell’anno 2016: la Opel Astra. Il Sight & Light Pack, che oltre ai due sensori (luci e pioggia) comprende anche lo specchietto auto-antiabbagliante, è di serie su tutti gli allestimenti tranne che su quello base, che però è previsto solo sulla motorizzazione 1.4 a benzina. La Citroen C4 Cactus aveva solo sfiorato il prestigioso premio, arrivando seconda, e anche lei prevede entrambi i sensori, sebbene sull’allestimento base Live non siano disponibili; sull’intermedio Feel costano 500 euro (insieme al climatizzatore automatico), mentre su quello top CS Piumini, sono di serie. Cambiando completamente genere, c’è da aspettarsi la presenza di serie di accessori del genere su un’auto da almeno 189.700 euro come la Ferrari California T e tutto sommato anche sulla nuovissima Abarth 124 Spider da 40.000 euro. Tuttavia, nel caso della sportiva dello Scorpione, i due sensori sono inseriti in un pack più ampio che prevede anche i fari full LED, i lavafari e i sensori di parcheggio posteriori e che costa 1.800 euro.

omniauto.it

Carfree cities, i pro e contro

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L’iconografia ufficiale della metropoli prevede molte auto e traffico caotico. Eppure qualcuno sostiene che la coppia città-automobile sia male assortita e che la prima avrebbe molto da guadagnare nel lasciare la seconda.

UN SECOLO DI SBAGLI? – L’idea, esaltante o frustrante a seconda di chi la considera, è comunque rivoluzionaria ed è propugnata, come si legge sul Washington Post (www.washingtonpost.com) da J.H Crawford, autore di 2 libri sul tema: “Carfree Cities” e “Carfree Design Manual”. Se tornassimo indietro nel tempo per poco più di 100 anni, diciamo intorno ai primi del ‘900, potremmo vedere che tutte le città erano praticamente prive di traffico a motore: le molte carrozze, private e a noleggio (le antenate dei nostri Taxi) assicuravano gli spostamenti più lunghi e moltissimi si muovevano a piedi. Anche se alcune città non potrebbero ospitare un traffico veicolare – Venezia su tutte – se non distruggendosi completamente, altre città non intendono farlo o si preparano diventare, almeno in parte, carfree. A quest’ultima tipologia appartiene Oslo, la prima capitale europea ad annunciare che il suo downtown sarà presto senza auto allo scopo di ridurre le emissioni di composti del Carbonio, migliorare la qualità dell’aria (i blocchi del traffico sono inefficaci perché l’auto è la punta dell’iceberg) e facilitare la vita di pedoni e ciclisti.

SEGNI PREMONITORI – In effetti le carrozze ed i carri trainati dagli animali non sono stati esenti da effetti sgradevoli se Giovenale, circa 2000 anni fa, scriveva: “Solo ai ricconi nelle loro ville è permesso dormire. La colpa di questo malanno è soprattutto dei carri che vanno su e giù lungo i vicoli, e delle mandrie di animali che si fermano e fanno un fracasso che toglierebbe il sonno… ad una vacca marina!”. Carri e carrozze hanno iniziato a plasmare le città già dal 15° secolo, quando la loro crescente diffusione ha guidato la necessità di strade il più possibile diritte e con curve ampie in grado di far svoltare carrozze e carri dato che le botteghe avevano bisogno dello scarico merci, come i negozi dei giorni nostri. Se le città avevano e hanno lo scopo di riunire molte persone in uno stesso spazio in modo da sviluppare sinergie culturali, sociali ed economiche, allora si potrebbe provocatoriamente (ma non troppo) dire che le automobili hanno lavorato contro questo obiettivo. Il motivo è presto detto: le auto richiedono così tanto spazio per muoversi e parcheggiare che hanno provocano l’espansione delle città, allontanando così le persone.

SOLUZIONE RADICALE – Le strade sono anche importantissimi spazi sociali pubblici ma questo impiego è stato grandemente sacrificato all’altro uso, quello del trasporto (guarda com’è un traffico veramente insostenibile). Il discorso vale anche per le auto elettriche e driverless, dato che questa situazione non migliorerà granché perché esse occupano ancora troppo spazio e utilizzano troppa energia. Le autonomous car potranno limitare un po’ il circolante, perché magari sostituiranno un paio di veicoli convenzionali (potranno portare i bambini senza patente a scuola e poi tornare a casa da sole) ma finché nelle strade ci sarà un numero significativo di automobili – anche ad emissioni zero – il loro uso sociale sarà compromesso. La soluzione? Crawford pensa che sia un buon trasporto pubblico che affianchi il camminare e andare in bicicletta reso sicuro e piacevole, un’accoppiata che può facilmente soddisfare l’esigenza di movimento all’interno delle città. Il non plus ultra, anche se complicato e costoso, sarebbe il trasporto pubblico sotterraneo, che libererebbe dalle strade autobus e tram. E il trasporto delle merci? Lo si potrebbe utilmente praticare di notte, in quella rete di mezzi pubblici che sarebbe piuttosto capillare. I governi dovrebbero spingere il cambiamento, dato che il costo – sociale, sanitario, in termini di tempo e di inquinamento – del traffico automobilistico supera di gran lunga i ricavi delle utenza. Se Venezia ha 20 milioni di turisti l’anno un motivo ci sarà! (la domanda è un po’ semplicistica ma rende l’idea)

Fonte: http://www.sicurauto.it/news/carfree-cities-lauto-elettrica-e-davvero-la-soluzione-che-serve.html